Stop alle barriere architettoniche: ecco la passerella per consentire l’accesso ai disabili sui mezzi veloci nel porto di Capri.

Nella mattinata di ieri è stata presentata in porto a Capri la nuova passerella che consente l’imbarco dei diversamente abili sugli aliscafi e sui mezzi veloci impiegati nei collegamenti marittimi di linea, alla presenza dei rappresentanti dell’associazione “Capri senza Barriere”, del Comandante del Porto Tenente di Vascello Dario Gerardi, del Sindaco di Capri Gianni De Martino, del delegato alle barriere architettoniche del Comune di Capri Fabio De Gregorio e del Capitano d’armamento della Snav Giuseppe Langella.
L’intervento è stato realizzato su impulso del Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Capri, in occasione di un incontro convocato lo scorso 19 aprile alla presenza di tutti gli operatori portuali, nel corso del quale il presidente dell’associazione “Capri senza Barriere”, Michele Lembo, ha avuto modo di rappresentare le difficoltà che incontrano i diversamente abili nell’accedere a bordo dei mezzi di linea in partenza ed in arrivo nell’Isola azzurra. Al termine dell’incontro, le parti si erano impegnate a fornire il proprio contributo per superare in breve tempo le criticità emerse nel corso della riunione. Ed infatti la società Snav, compagnia di navigazione che effettua collegamenti di linea da e per Capri, ha mantenuto la promessa attivandosi tempestivamente per raccogliere le indicazioni tecniche fornite dai diretti interessati.

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Nei giorni precedenti erano state inoltre effettuate delle vere e proprie prove in carrozzina, alla presenza degli uomini dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Capri, per verificare l’accessibilità a bordo degli aliscafi, jet e navi traghetto che, in alcuni casi, è risultata preclusa a coloro che avevano una mobilità ridotta.
La nuova passerella consente finalmente a tutti coloro che sono costretti a muoversi sulla sedia a rotelle, comprese quelle elettriche che per dimensioni presentano maggiori difficoltà, di poterlo fare in sicurezza e, soprattutto, in maniera dignitosa.
Il Comandante del porto ha infine ricordato ai membri dell’Associazione ed alle persone con difficoltà motorie che, per usufruire di una migliore assistenza a bordo, è necessario informare delle proprie necessità le biglietterie al momento dell’acquisto del titolo di viaggio.

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Una “tre giorni” in Capitale …

Tornato dalla gita scolastica a Roma sento il bisogno di scrivere due righe per non dimenticare le bellezze della nostra Italia e anche, ahimè sottolineare aspetti “negativi”.

E’ triste vedere come, una splendida città quale quella dei sette Re, invidiata in tutto il mondo per i suoi monumenti e i suoi colli, sia contestabile e “invivibile” per il problema delle Barriere Architettoniche.

Il primo giorno, per farvi un esempio, nel visitare l’Altare della Patria, grazie all’ascensore, non funzionante (come spesso accade nei grandi luoghi di turismo) i miei compagni, che ringrazio dell’aiuto, hanno dovuto sollevare la mia carrozzina per 3 rampe di scale, e nelle varie piazze difficilmente ho trovato scivoli liberi da auto.

In molte zone della città ho riscontrato degrado circa l’Accessibilità.

 

#MOLLALOSCIVOLO ha avuto il suo primo effetto positivo in piazza Chigi, e spero che questo sia un esempio, leggete la pagina fb “Contro Ogni Barriera – Una Città per Tutti …).

Oggi ho avuto note positive e conferme sul fatto che per dare un giudizio obbiettivo su un luogo non si può MAI GENERALIZZARE: all’interno dei Musei Vaticani, compresi i giardini è totalmente accessibile, dall’entrata con rampa di forma elicoidale che ricorda un palazzo di Berlino, agli ascensori interni.

Nella parte antica (foro romano e via dell’impero) sono state apportate modifiche, ma ancora non è del tutto accessibile.

Anche se con qualche difficoltà (metropolitana compresa, con scale all’accesso) sono riuscito a visitare gran parte della città: tre giorni di caldo torrido e sole bellissimo!

 

Andrea Mucci

Convegno su “La disabilità non è un handicap: città accessibile, vantaggio per l’intera comunità”

Associazione Manutentori Impianti Trattamento Acqua Potabile assistenza computer

Maremma News

Convegno su “La disabilità non è un handicap: città accessibile, vantaggio per l’intera comunità”
 

Grosseto: Lunedì 15 maggio in sala Pegaso si discuterà di barriere architettoniche in modo non convenzionale. L’appuntamento è per le 15:00 nella sala Pegaso di palazzo Aldobrandeschi, in piazza Dante, dove si terrà la tavola rotonda “La disabilità non è un handicap: città accessibile, vantaggio per l’intera comunità”, promosso da Collegio provinciale dei geometri in collaborazione con la fondazione Il Sole onlus. Per i geometri, inoltre, la partecipazione al convegno comporta l’acquisizione di crediti formativi professionali (Cfp2).
All’iniziativa saranno presenti i ragazzi dell’Istituto tecnico per geometri, che illustreranno il progetto di adeguamento e abbattimento delle barriere architettoniche che hanno redatto per via Galilei in collaborazione con il Collegio dei geometri e con Fiaba (Fondazione italiana abbattimento barriere architettoniche).
Partecipano Paola Borracelli, presidente Collegio dei geometri, Riccardo Ginanneschi, assessore al commercio, Fabrizio Rossi, assessore all’urbanistica, Beatrice Benesperi, architetto del Centro regionale per l’informazione e la documentazione sull’accessibilità, Lorella Ronconi, Fondazione Il Sole, Luciana Pericci, Consulta comunale disabilità, Laura Tavanti, interprete Lis. Coordina l’incontro Massimiliano Frascino, presidente fondazione Il Sole.

«Il Collegio dei geometri – spiega la presidente Borracelli – ha chiesto la collaborazione alla Fondazione Il Sole Onlus per organizzare insieme un workshop sull’accessibilità dei centri urbani.
Non un convegno classico, ma un’occasione di confronto operativo tra chi pensa e progetta il tessuto urbano e le persone con disabilità che ne fruiscono. Con l’obiettivo di ragionare sull’eliminazione delle barriere architettoniche per rendere più accessibile la città a tutti i cittadini. La vivibilità degli spazi urbani, infatti, è un tema trasversale che si declina in una progettazione attenta ai bisogni concreti delle persone, più informata al buon senso che a rigidi schemi legislativi».

«Progettare adeguatamente il contesto urbano – aggiunge Lorella Ronconi – contribuisce a non trasformare la disabilità in un handicap. Anche tenendo conto del fatto che ognuno di noi è potenzialmente un “portatore di handicap”. L’esperienza di chi convive con difficoltà motorie e sensoriali può aiutarci a comprendere le cose basilari che vanno tenere a mente quando si progetta e/o realizza interventi edilizi. Progettare per rendere migliore la qualità della vita è un obbiettivo importante che dobbiamo raggiungere, consapevoli dei vantaggi che ne trarrà l’intera comunità».
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Categoria: ATTUALITÀ Pubblicato: 14 Maggio 2017 Visite: 545

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Disabilità e barriere architettoniche | Kimap: un’app e un progetto innovativo per mappare e scansare le barriere

 

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Un ecosistema digitale pensato per facilitare gli spostamenti delle persone con disabilità motoria grazie all’utilizzo di uno smartphone: è il progetto Kimap, nato da una start up fiorentina.

Muoversi liberamente attraversando un percorso privo di barriere architettoniche. Conoscere in anticipo gli ostacoli presenti lungo la strada, anche quelli temporanei, per poterli schivare con successo e trovare un passaggio alternativo. Sapere qual è la via migliore da percorrere in base al mezzo di cui si dispone, sia esso un triciclo, una carrozzina o un mezzo a motore. Informazioni indispensabili per garantire la libertà di movimento e la piena autonomia alle persone con disabilità motoria.

Tutto questo è possibile grazie a Kimap, l’innovativo ecosistema digitale ideato dalla start up fiorentina Kinoa che promette di migliorare la mobilità delle persone con disabilità motoria grazie al semplice utilizzo di uno smartphone. “Kimap nasce quasi per caso, come progetto collaterale tratto da alcune ricerche nell’ambito dei Big Data”, racconta Lapo Cecconi, che insieme a Marco Scarselli è co-founder di Kinoa, realtà spin-off di reteSviluppo, impegnata nella realizzazione di prodotti innovativi attraverso l’integrazione di Big Data e tecnologie di Internet of Things.

“Io e Marco stavamo lavorando alla creazione di uno strumento di mappatura, finalizzato al recupero di dati in campo socio-economico. Abbiamo tentato di applicare lo stesso strumento ad altri ambiti, coniugando le attività di ricerca al recupero di dati”. Cos’è esattamente Kimap? “Si tratta di un ecosistema tecnologico costituito da più componenti complementari, di natura eterogenea e in stretta relazione tra loro”, spiega Cecconi.

Uno degli elementi cardine dell’ecosistema digitale Kimap è un’applicazione per smartphone, un vero e proprio navigatore grazie a cui l’utente, in modo semplice e intuitivo, può impostare come parametro per la selezione del percorso il livello di qualità del terreno desiderato, così da evitare strade sconnesse o gradini troppo alti. Allo stesso tempo, l’app è in grado di ottenere tutte le informazioni necessarie a classificare in modo puntuale il territorio urbano ed extraurbano dal punto di vista dell’accessibilità. Grazie a sistemi di geolocalizzazione evoluti, l’app mantiene sempre aggiornato il proprio database, rilevando in tempo reale eventuali cambiamenti nella viabilità di marciapiedi e strade.

Il mio commento?
Iniziativa e progetto davvero interessanti; è stato bello conoscere il Team di Kimap per capire e far capire, a un numero sempre più grande di cittadini che il mondo è bello visto anche da una carrozzina, motorizzata o manuale e che l’accessibilità diventa ESSENZIALE per chiunque voglia liberamente muoversi in ogni città d’Italia e del Mondo.
 Allora … W KIMAP!
e #MOLLALOSCIVOLO!
                                                                                                                  Andrea Mucci

Barriere architettoniche: anche il cinema crea ostacoli …

Barriere architettoniche: anche il cinema crea ostacoli <!– [if lt IE 9]>https://html5shim.googlecode.com/svn/trunk/html5.js<![endif]–> .wpb_animate_when_almost_visible { opacity: 1; }

Nella categoria delle barriere architettoniche rientrano, talvolta, anche alcune progettazioni in apparenza estranee a questo problema. Spesso, affinché un progetto rientri in determinate misure, si ottimizzano gli spazi disponibili, senza tener conto delle ipotetiche difficoltà di altri, ma preoccupandosi unicamente delle misure di sicurezza.

Proprio per rispettare le norme di sicurezza, nei progetti d’arredo per certi locali interni, come ad esempio i cinema, è necessario lasciare lo giusto spazio d’uscita nei corridoi, facendoli molto ampi, e ciò comporta inevitabilmente una riduzione di spazio per i posti a sedere. I componenti del pubblico si troveranno così a stretto contatto tra loro e ciò crea delle barriere architettoniche.

Questo tipo di situazione diventa difatti particolarmente complicata per chi ha problemi deambulatori, anche se minimi. Queste persone potrebbero avere delle difficoltà nel sedersi sia nel caso in cui i posti ai lati delle file siano già occupati (e quindi bisogna incunearsi tra il già seduto pubblico), sia tra le file delle sedie (così vicine che con il largo appoggio del perno di ferro, su cui è poggiata la sedia, potrebbe fare una specie di sgambetto a qualsiasi cliente).

Ciò è forse sorvolabile per chi è normodotato, mentre una persona invalida potrebbe avere svariati problemi in presenza di questo tipo di barriere architettoniche. Quindi, anche nell’esempio del cinema, come nel caso dello stadio, si mina la possibilità dell’individuo in questione di avere una vita sociale, poiché a chi si ritrova su una sedia a rotelle, e non può dunque compiere il passaggio da sedia propria alla poltroncina del cinema, viene offerto di collocarsi in sala nel corridoio più in alto – dato che, come già detto, i corridoi esterni devono essere liberi per questioni di sicurezza.

La posizione è apprezzabile per la miglior visione, come allo stadio, ma anche qui si pecca in condivisione con altre persone, se almeno accompagnate.