PROGETTARE FOR ALL OGGI PER L’ACCESSIBILITÀ DI DOMANI … 

Ventisei classi di istituti tecnici hanno partecipato al concorso “I futuri geometri progettano l’accessibilità”, un progetto nazionale che insegna ai giovani la necessità di tenere presente le esigenze di tutti in fase di progettazione.

Per rendere centrale la necessità di traformare in accessibile ciò che è già stato costruito (e in Italia molto di ciò che è già costruito non è pienamente accessibile), e per rendere possibile la creazione di una cultura dell’accessibilità, il Fondo Italiano Abbattimento Barriere Architettoniche (FIABA), in associazione con il Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, CNGeGL, organizza da cinque anni il concorso nazionale “I futuri geometri progettano l’accessibilità”.

Attraverso questo concorso, realizzato col sostegno di Kone, azienda leader nella progettazione, costruzione e manutenzione di soluzioni per la mobilità urbana e domestica, quest’anno studenti di 26 classi provenienti da Istituti Tecnici ad indirizzo Costruzione, Ambiente e Territorio, hanno avuto la possibilità di realizzare un progetto di abbattimento di barriere architettoniche del costruito. Tutti i progetti realizzati da questi ragazzi, che hanno tra i 14 e i 19 anni, hanno dovuto rispettare la normativa vigente in materia di accessibilità e seguire le “linee guida per la riprogettazione del costruito in ottica universal design”. Una sorta di prova sul campo, dato che i ragazzi che si diplomeranno a breve, con buona probabilità, si ritroveranno a lavorare a progetti similari.
Fermo restando il fatto che è giusto e doveroso cercare di abbattere le barriere su ciò che, di già costruito, risulta inaccessibile, la strada da intraprendere deve essere sempre più quella della progettazione accessibile a monte.
I progetti sono stati presentati per le sezioni:

  1. Spazi urbani: percorsi o aree pedonali, piazze, aree verdi e viabilità;
  2. Edifici pubblici e scolastici, nei quali, tra le altre cose, i ragazzi hanno potuto installare montascale, ascensori adeguati alle necessità delle persone con disabilità o sostituirne di esistenti.
  3. Strutture per il tempo libero: strutture per lo sport, la cultura e lo spettacolo, strutture ricettive, edifici di culto e di interesse culturale

La giuria ha identificato un progetto vincitore per ciascuna categoria e sette progetti meritevoli, solo uno nella categoria edifici pubblici e scolartici e tre invece per ciascuna delle due restanti categorie. I vincitori (premiati lo scorso 7 giugno) sono:
IIS “ALESSANDRO VOLTA” di PAVIA con il progetto Bello e accessibile? 

E’ possibile – Ticino: no more barriers!

ITET “CARDUCCI-GALILEI” di FERMO con il progetto F.A.T.A. – Un parco per il quartiere, un parco per tutti.

IIS “Camillo CAVOUR” di Vercelli con il progetto Se diamo un a mano i miracoli si faranno.

L’ISISS “Tonino Guerra” di Novafeltria inoltre ha ricevuto il premio speciale KONE per il progetto Universal Hero Design per Novafeltria.
Fonte: disabili.com

Belle iniziative per PROMUOVERE l’Accessibilità  PER TUTTI a livello cittadino e territoriale. 

Spesso sensibilizzare col sorriso è molto più    efficace 
 

#ControOgniBarriera 

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Accessibilita’ … questa sconosciuta 😜  

http://m.toscanamedianews.it/firenze-disabili-e-lavoro-la-toscana-abbatte-le-barriere.htm

L’accessibilità non e’ un regalo per un solo gruppo di persone (i più svantaggiati) ma e’ condizione necessaria: i destinatari di questo diritto siamo tutti noi perché le situazioni personali mutano. 

                                                    Andrea Mucci   

Una bella esperienza …

Ciao ragazzi, vi racconto una mia nuova “scoperta” …

Durante una breve pausa dallo studio ho provato l’applicazione Kimap: utile, interessante e “dinamica” per “individuare e mappare” le barriere architettoniche nelle nostre città e quindi migliorare l’accessibilità italiana.

Basta poco!

Pur avendo percorso un breve tragitto (zona compresa tra via Villari e via Vincenzo Gioberti), ho potuto “apprezzare” l’immediatezza e la buona ricettività di Kimap.

 

1a Mappatura KIMAP

 

L’app, creata dal team di  Rete Sviluppo,

 

con cui ho avuto a che fare, da la possibilità in modo efficace di “visionare varie parti di singoli centri abitati, in modo moderno e a favore di tutti i cittadini, con un occhio più attento all’ accessibilità!

Quest’ultima non è un regalo per chi è in una specifica condizione (ha ausili, ecc.) ma è un diritto di tutti in quanto le situazioni personali dell’uomo mutano.

E’ sempre importante, ne sono fortemente convinto, promuovere iniziative o software che diano la possibilità di creare un “progetto” per educare al rispetto del prossimo nostro e del paese in cui da sempre viviamo.

Allora dai! Provate KIMAP e condividete il più possibile questo articolo per far conoscere la nuova app fiorentina.

#MOLLALOSCIVOLO

 

 

Per informazioni:

 

Buona serata a tutti

Andrea Mucci (A.M.)

OSO – Ogni Sport Oltre, la prima comunità digitale per avvicinare le persone con disabilità allo sport


osoSuperare i limiti è nella natura di tutti. Di alcuni più di altri, semplicemente perché diventa una necessità e, molto spesso, una sfida. OSO, non a caso prima persona indicativo presente del verbo osare, nasce da qui, dalla volontà di superare dei limiti, nei più svariati ambiti. OSO – Ogni Sport Oltre, nata grazie a Fondazione Vodafone Italia, è infatti la prima piattaforma digitale che mette in rete tutte quelle informazioni utili a chi vuole praticare sport in Italia per creare una comunità di utenti fra persone con disabilità, le famiglie, gli istruttori e i professionisti sportivi e tutti coloro che sono appassionati di sport, veicolando un modello inclusivo di partecipazione, perché lo sport sia davvero un’opportunità per tutti.

“Lo sport non è ancora arrivato dove vorremmo che fosse” – ha dichiarato Enrico Resmini, presidente di Fondazione Vodafone Italia – “Per le persone con disabilità fare sport significa affrontare tre barriere. La prima è quella economica, perché fare sport costa. La seconda è quella emotiva, con la tensione di mettersi in gioco. La terza, infine, è quello di riuscire a orientarsi per trovare la disciplina giusta”.

sport-e-disabilita-scopri-oso-ogni-sport-oltre_47401OSO vuole superare tutte queste barriere mettendo a disposizione una piazza virtuale suddivisa in sezioni con una parte informativa di news, approfondimenti e storie, una sezione di geolocalizzazione delle strutture accessibili filtrati per sport e tipologia di disabilità cui si rivolgono, una community in cui condividere le proprie storie, leggere le testimonianze e cercare professionisti e tecnici che possano supportare la preparazione fisica, una sezione dedicata ai progetti delle associazioni che lavorano sul territorio, e un marketplace in cui scambiare e acquistare attrezzature e ausili per la pratica sportiva.

“E’ importante avere degli idoli da imitare e, perché no? Provare a fare meglio di loro”, ha ammesso Bebe Vio, presente insieme ad Alex Zanardi alla presentazione della piattaforma. “Io ho una lunga lista di cose da fare, di obiettivi da raggiungere e ogni giorno mi impegno per cancellare una di queste cose dal mio elenco personale”.

oso-170607125626_mediumL’obiettivo di Fondazione Vodafone è proprio quello di aumentare in modo significativo il numero delle persone con disabilità che praticano una disciplina sportiva, creando uno strumento pratico, digitale e fruibile per mettere a sistema tutte le realtà che si occupano di sport e disabilità attraverso la piattaforma ognisportoltre.it e la App OSO, disponibile per Android e iOS.

“Uno dei nostri obiettivi nei prossimi quattro anni è quello di cercare di portare cultura sportiva nel nostro paese. Con iniziative come questa facciamo un grande passo avanti, anche se rimane il rammarico della candidatura olimpica di Roma 2024 grazie alla quale avremmo potuto fare chilometri in avanti”, ha dichiarato Giovanni Malagò, presidente del Coni.

Il progetto è stato realizzato in collaborazione con il Comitato Italiano Paralimpico e i principali Partner di Oso – Ogni Sport Oltre, a oggi, sono Huawei Italia e Fondazione CON IL SUD, che hanno abbracciato la causa di Fondazione Vodafone, sostenendo il progetto e contribuendo a fare rete per la creazione della comunità digitale.

“La soddisfazione maggiore è che le persone con disabilità sono uscite dalla loro nicchia e oggi sono le aziende a venirci a cercare per realizzare iniziative come questa”, ha ammesso Luca Pancalli, presidente del Comitato Italiano Paralimpico.

La piattaforma OSO – Ogni Sport Oltre, che ospita già circa 40 progetti nazionali e locali selezionati attraverso il bando da 1,9 milioni di euro (concluso a maggio 2017), è aperta a tutte le associazioni che vogliono far conoscere il proprio progetto, e accedere a una raccolta fondi da parte degli utenti della community (il crowdfunding è supportato da Eppela).
A mio parere OSOè un progetto molto interessante: 

Andare oltre i limiti vuol dire disabilitarli!

Guardare le abilità vuol dire uscire dal pregiudizio ed esalare la persona: l’arte e lo sport sono i due ambiti principali dove questo avviene. 

                                                Andrea Mucci 

Senza parole …

E’ un vero peccato vedere come una città toscana, luogo di bellezze e cultura sia inaccessibile. 

Ciò che mi dispiace e crea rammarico non  è  SOLAMENTE la presenza di “difficoltà” tangibili, ma SOPRATTUTTO la mentalità di alcune persone che non si rendono conto, sbagliando, di far trovare tutti in difficoltà TUTTI i cittadini che desiderino circolare per la propria città senza impedimenti.

http://www.lagazzettadilucca.it/politica/2017/06/passalacqua-e-giusti-siamo-lucca-contro-tambellini-la-citta-non-e-accessibile/

#accessibilitàpertutti